Menù

Fotografia L'importanza di essere autoctoni630x300Negli ultimi anni in Italia, si sta’ sempre più affermando la gestione del verde attraverso l’utilizzo di tecniche a basso impatto ambientale.
La crescente sensibilità nei confronti di ambiente e territorio ha portato a valutare tecniche agricole e di coltivazione del verde alternative ai sistemi tradizionali.
Risulta pertanto determinante selezionare specie vegetali che si adattino perfettamente al territorio in cui si opera. In tale scelta ci aiuta notevolmente la naturale evoluzione delle specie. Il percorso di selezione genetica naturale delle specie ha portato ad una composizione floristica spontanea perfettamente adattata alle condizioni naturali del territorio.

In particolare il territorio della Gallura presenta caratteristiche vocazionali molto specifiche. I lunghi periodi di siccità spesso coincidenti con i mesi più caldi dell’anno sottopongono la vegetazione a pesanti stress idrici, a questo si associa la struttura fisica della gran parte di terreni Galluresi, che di chiara matrice granitica presentano una granulometria grossolana con spiccata prevalenza di classi dimensionali riconducibili alla sabbia, tali caratteristiche associano spiccate capacità drenanti a limitata possibilità di trattenere l’acqua e conseguente scarsa capacità di ottimizzare le precipitazioni. Altro elemento caratterizzante il nostro territorio è il vento che proveniente in prevalenza dai quadranti ovest e nord-ovest influenza fortemente la crescita delle piante sagomandone le chiome e limitandone il portamento arboreo. In prossimità della costa l’azione del vento è aggravata dalla presenza della salsedine. La natura a matrice granitica del suolo determina anche un ph tendenzialmente acido e una scarsa capacità di trattenere gli elementi nutritivi.

Questo quadro così caratterizzato ha originato nei millenni una composizione floristica estremamente adattata alle avversità del territorio.
Partendo dalle specie con portamento arboreo: l’olivastro, il leccio, la sughera, la fillirea, il corbezzolo sono alberi bellissimi dalle chiome cangianti e sempreverdi capaci di crescere anche in condizioni proibitive e con scarsissime esigenze idriche; tra gli arbusti il mirto, l’erica, il ginepro, il lentisco, la fillirea, il viburno sono splendidi cespugli o siepi con esigenze idriche minime e praticamente non necessitano trattamenti anticrittogamici o insetticidi; tra le piante coprenti o striscianti, la lavanda, l’elicriso, il cisto bianco, la ginestra strisciante sono tutte essenze capaci di sfruttare anche i più piccoli interstizi nella roccia, creando macchie di colore e profumi ineguagliabili.

In quest’ottica gli obbiettivi fondamentali che si raggiungono selezionando prevalentemente piante autoctone sono:
1. Radicale riduzione dei volumi irrigui, dei trattamenti antiparassitari e anticrittogamici, e delle concimazioni;
2. Interventi di potatura e sagomatura delle chiome, mirati e limitati all’essenziale;
3. Assoluto rispetto del contesto paesaggistico, con cromatismi e forme perfettamente inserite nel panorama vegetazionale spontaneo dell’intorno;
Seguendo queste semplici prescrizioni e implementando le essenze spontanee con piante stagionali a fioritura estiva si ottengono giardini dal grande effetto scenico, e ecocompatibili e dai costi contenuti.

Autore: Dott. Pierluigi Bazzu, Agronomo e Scienze Forestali collaboratore di Impresa Naturalia