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agendalegale“Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente”.

Di particolare importanza è la legge 22 maggio 2015 n. 68 con la quale vengono introdotte nel nostro Ordinamento fattispecie di aggressione dell’ambiente sotto forma di delitto, colmando in tal modo la lacuna normativa relativa alla tutela ambientale in ambito penale.

Il legislatore, ha dunque introdotto nel codice penale due fondamentali nuove figure delittuose (inquinamento ambientale e disastro ambientale) recependo quanto richiesto dalla Direttiva dell’Unione Europea 2008/99/CE del 18.11.2008 laddove si precisa che “attività che danneggiano l’ambiente, le quali generalmente provocano o possono provocare un deterioramento significativo della qualità dell’aria, compresa la stratosfera, del suolo, dell’acqua, della fauna e della flora, compresa la conservazione delle specie “esigono sanzioni penali dotate di maggiore dissuasività”.

La Direttiva indica dunque gli elementi di offensività dei reati di cui chiede l’introduzione nei sistemi nazionali al fine di garantire uno standard minimo comunitario di tutela penale dell’ambiente.

Il contenuto e i princìpi fondamentali della suddetta Direttiva, vengono inoltre richiamati dalla sentenza del 13 settembre 2013 causa C-176/03 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la quale viene statuito che la tutela ambientale è uno degli obiettivi principali della Comunità Europea con un preciso invito e sollecito ad ogni Stato membro di adottare una efficace politica comunitaria in materia ambientale.

La legge 68/2015 inserisce nel codice penale un nuovo Titolo, il VI bis, rubricato “Dei delitti contro l’ambiente” con il quale vengono introdotte cinque nuove fattispecie criminose di cui qui di seguito vengono riportati i capi essenziali:

1) INQUINAMENTO AMBIENTALE art. 452 bis c.p.
Con il quale viene punito chiunque abusivamente cagioni una compromissione o un deterioramento significativi o misurabili dello stato preesistente: delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità , anche agraria, della flora o della fauna. La pena va da 2 a 6 anni di reclusione e la multa da euro 10.000 ad euro 100.000. La pena è aumentata quando l’inquinamento è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo ovvero in danno di specie animali e vegetali protette.

2) DISASTRO AMBIENTALE art. 452 quater c.p.
Con il quale viene punito chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale provocando l’alterazione irreversibile di un ecosistema o se l’eliminazione delle conseguenze nocive risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali o se si offende la pubblica incolumità. Tale reato prevede la reclusione da 5 a 15 anni e la pena è aumentata quando il disastro è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo ovvero in danno di specie animali e vegetali protette.

3)TRAFFICO E ABBANDONO DI MATERIALE AD ALTA RADIOATTIVITA’ art.452 sexies c.p.
Con il quale viene punito chi abusivamente cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattività. Tale reato prevede la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da euro 10.000 a euro 50.000; la pena è aumentata se vi è pericolo di deterioramento o compromissione di acque, aria, suolo, sottosuolo o di un ecosistema, nonché se dal fatto deriva pericolo per la vita o l’incolumità della persona.

4)IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO art. 452 septies c.p.
Con il quale viene punito chi, negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce , intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e di igiene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti. Tale reato prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

5)OMESSA BONIFICA art. 452 terdecies c.p.
Con il quale viene punito colui che essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un’autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi. Tale reato prevede la reclusione da 1 a 4 anni e la multa da euro 20.000 a euro 80.000.

La legge prevede inoltre il raddoppio dei termini di prescrizione e specifiche aggravanti: una per mafia, nell’ipotesi in cui i delitti contro l’ambiente vengano commessi nel contesto dell’ attività criminale organizzata e l’altra ambientale, che si configura quando il reato è commesso allo scopo di eseguire uno o più tra i delitti contro l’ambiente.

E’ inoltre prevista la confisca delle cose costituenti il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato, ovvero, ove non sia possibile, la confisca per equivalente di beni di cui il condannato abbia anche indirettamente la disponibilità; tale misura non si applica al condannato che abbia efficacemente provveduto alla messa in sicurezza e, ove necessario, alle attività di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi.

Tra le altre previsioni normative della citata legge una novità è rappresentata dal fatto che viene contemplata una forma di ravvedimento operoso per coloro che collaborano con le autorità prima della definizione del giudizio, ai quali è garantita una attenuazione della sanzione prevista.

La legge prevede inoltre che per i reati di inquinamento ambientale e disastro ambientale si applichino le sanzioni interdittive previste dall’art. 9 del D.Lgs. 231/01 che ricordiamo sono: l’interdizione dall’esercizio dell’attività; la sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito; il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; l’esclusione di agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

In conclusione , forse è ancora presto per valutare l’effettiva portata di questa legge, ma possiamo certamente dire che, finalmente, dopo un lunghissimo silenzio legislativo anche nel nostro Paese così martoriato dall’illegalità ambientale, sono state introdotte nuove figure sotto forma di delitti a tutela e valorizzazione dell’ambiente, al fine di dare concretezza all’idea di sviluppo sostenibile ed economia legale.

Autore: Avv. Giovanna Cannas, Socio e Consulente Legale di Impresa Naturalia